| BENE-DIRE |
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"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza". |
| da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni) |
non dimentichiamoli... non lasciamoli soli.... |

di Gitta Mallasz
Edizioni Mediterranee
ottobre 2007
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August Moon - Ottmar Liebert + luna negra |
... una notte...
l'orrenda salutare maschera
nasconde velatamente il naso
“la bocca deve rimanere chiusa!”
e… negli occhi la sofferenza
immobile che penetra nel cuore
sconvolto dall’inatteso
pensieri come nuvole cariche
di sottile pioggia
tra lievi penetranti raggi di sole
hanno spento l'ironico sorriso
avvolto su sé stesso
in attesa di essere liberato
il biancore del lenzuolo
confonde il candido dell’anima
appena una leggera linea li separa
il tumulto del respiro forzato
la resistenza all’intruso
la consapevolezza del male
poi si placa
le catene sono sciolte
al suono di campanelli lontani
e ritorni… da mondi sconosciuti
i pensieri si rilassano
ti prendo la mano ancora tremante
per dirti che sei viva
e che questa vita deve essere vissuta
per le prove che ci dona
adesso riposati
buona notte concettina

dal Vangelo dell’Infanzia Armeno – I vangeli apocrifi – Einaudi tascabili
1. Quando Giuseppe e la nostra prima madre giunsero là, si prosternarono col viso a terra, ringraziando Dio ad alta voce e glorificandolo con queste parole: “Benedetto sei tu, o Signore, Dio dei nostri padri, Dio d’Israele, che oggi con questo avvenimento hai operato la redenzione dell’umanità e mi hai riabilitata, sollevandomi dalla mia caduta, e mi hai reintegrata nella mia antica dignità! Ora il mio animo si sente fiero ed esulta nella speranza del Dio salvatore.
2. Appena ebbe così parlato, Eva, la nostra prima madre, vide che una nube, levandosi dalla grotta , saliva verso il cielo, mentre, d’altra parte, una luce scintillante si era posata davanti alla mangiatoia del bestiame. …
ho pensato a questo brano per la festività del natale perché rappresenta una riabilitazione del femminile dopo il peccato originale… quel femminile che ancora oggi non riusciamo e raggiungere pienamente col nostro cuore… perché sovrastato dal maschile della mente… della razionalità… chissà come saremmo se nella chiesa originaria a prendere il potere fosse stato il femminile…
... inverno...
cascata di ghiaccio
vetro verticale
immobile
goccia di cristallo
dolce passione della roccia
l’animale ti sfiora
il raggio di sole ti annusa
il rumore costante
di una lacrima
il fluire del torrente
acqua di passaggio
che scorre silenziosa
sui sassi ghiacciati
il candore riflesso della neve
spezzato da piccoli rami nudi
appoggio di batuffoli cinguettanti
il sottile suono del vento
nel bosco dormiente
risveglia nuove emozioni
vita

vorrei un po’ di silenzio
ma non il silenzio delle parole
vorrei il silenzio dal rumore
vorrei un po’ di silenzio
per sentire il canto mattutino degli uccelli
vorrei un po’ di silenzio
per sentire il dolce cadere della neve
vorrei un po’ di silenzio
per veder mutare i colori del cielo
vorrei un po’ di silenzio
per ascoltare il lento battito del mio cuore
vorrei un po’ di silenzio
per immergermi nella profondità del mio respiro
vorrei un po’ di silenzio
per sciogliere le lacrime che mi solcano il viso
vorrei un po’ di silenzio
per sentire la voce del mio amore
vorrei un po’ di silenzio
lo vedevo dal finestrino del treno
a volte spariva
ma dopo poco eccolo che riappariva
non sapevo dove guardare
perché a volte compariva in alto
a volte in basso
ma lui era sempre presente
si intrecciava coi fili
scansava i pali della ferrovia
accarezzava i rami degli alberi
si nascondeva dietro le case
ma lui era sempre presente
è stato un momento
un attimo
ed il pensiero come il volo dell’airone
spaventato dal rumore del treno
lo ha raggiunto
è dalla luna che ti ho visto
seduto su quella scomoda poltroncina del treno
con in mano due lacrime
che non sapevi dove nascondere
ed in quel momento ti ho amato
ti ho amato per la tua fragilità
ti ho amato per la tua insicurezza
ti ho amato per le tue paure
ti ho amato perché ti ho sempre amato
e ti amerò per sempre
quello spicchio di luna…
Sentimenti nascosti
… i ricordi del passato come fantasmi
… mi turbinano attorno alla mente
… il loro vortice ingoia pensieri silenziosi
… non detti per la paura della realtà
… le lacrime solcano il cuore
… pronte per sgorgare e riempire lo spazio di salsedine
… non pensavo di passare per questo sentiero
… ma me lo sono trovato davanti all’improvviso
… non posso tornare indietro
… questo è l’ostacolo
… la precarietà della vita
… vorrei dirti che ti voglio bene
… ma questo lo sai
… questo lo senti
… vorrei dirti che percorreremo assieme altri sentieri
… ma questo non lo sappiamo
… ti mando tutto ciò che posso
… il mio cuore e la mia anima
… ti sono accanto in un abbraccio di vita
… anche il cielo oggi è triste
… il suo grigio mantello assomiglia a quello del mio cuore
… ma siamo certi che il sole non è sparito
… è solo velato
… e domani le nostre anime saranno piene di luce
È da giorni che ci penso
Ma non ne ho il coraggio
Sono morte delle persone
Sull’altare del profitto
Sacrifici umani
Una mattina ti alzi
Saluti i tuoi cari ancora assonnati
E poi…
Poi non torni più
E lasci il vuoto
L’assenza
Il valore della vita che si perde
Il suono delle campane
Che richiama alla vita
Il tempo che cancella ogni traccia
Per far posto ad altre tracce
È difficile bene-dire
Ma è possibile
Per poter continuare
A sperare in una vita più vita