| BENE-DIRE |
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"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza". |
| da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni) |
non dimentichiamoli... non lasciamoli soli.... |

di Gitta Mallasz
Edizioni Mediterranee
ottobre 2007
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August Moon - Ottmar Liebert + luna negra |
a te madre
a te madre mi rivolgo
a te madre chiedo perdono
ti chiedo perdono perché non c’ero
quando ti hanno tolto un pezzo del tuo cuore
quando ti hanno strappato parte del tuo ventre
non c’ero quando hai pianto
affidando le tue lacrime al vento
perché non avevi nessun marmo dove posarle
non c’ero quando hai partorito la tua rabbia
quando hai gridato l’ingiustizia al mondo
a te madre oggi mi rivolgo
e ti chiedo perdono
perdono per non aver ascoltato il tuo cuore
per aver vissuto nell’indifferenza il tuo dolore
a te madre mi rivolgo
alla tua forza nata dalla disperazione
alla tua forza che genera speranza
a te che oggi come ieri gridando
chiami tuo figlio
ed oggi come ieri ti senti rispondere
presente
presente
presente
Questa riflessione mi è nata dopo l’incontro con Tina. Una delle madri di plaza de mayo (Buenos Aires) che da più di trent’anni stanno lottando per ottenere giustizia. Dal 1974 al 1984 sono sparite più di 30.000 persone; ed i responsabili sono ancora in libertà.
... una notte...
l'orrenda salutare maschera
nasconde velatamente il naso
“la bocca deve rimanere chiusa!”
e… negli occhi la sofferenza
immobile che penetra nel cuore
sconvolto dall’inatteso
pensieri come nuvole cariche
di sottile pioggia
tra lievi penetranti raggi di sole
hanno spento l'ironico sorriso
avvolto su sé stesso
in attesa di essere liberato
il biancore del lenzuolo
confonde il candido dell’anima
appena una leggera linea li separa
il tumulto del respiro forzato
la resistenza all’intruso
la consapevolezza del male
poi si placa
le catene sono sciolte
al suono di campanelli lontani
e ritorni… da mondi sconosciuti
i pensieri si rilassano
ti prendo la mano ancora tremante
per dirti che sei viva
e che questa vita deve essere vissuta
per le prove che ci dona
adesso riposati
buona notte concettina
