| BENE-DIRE |
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"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza". |
| da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni) |
non dimentichiamoli... non lasciamoli soli.... |

di Gitta Mallasz
Edizioni Mediterranee
ottobre 2007
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August Moon - Ottmar Liebert + luna negra |
... una notte...
l'orrenda salutare maschera
nasconde velatamente il naso
“la bocca deve rimanere chiusa!”
e… negli occhi la sofferenza
immobile che penetra nel cuore
sconvolto dall’inatteso
pensieri come nuvole cariche
di sottile pioggia
tra lievi penetranti raggi di sole
hanno spento l'ironico sorriso
avvolto su sé stesso
in attesa di essere liberato
il biancore del lenzuolo
confonde il candido dell’anima
appena una leggera linea li separa
il tumulto del respiro forzato
la resistenza all’intruso
la consapevolezza del male
poi si placa
le catene sono sciolte
al suono di campanelli lontani
e ritorni… da mondi sconosciuti
i pensieri si rilassano
ti prendo la mano ancora tremante
per dirti che sei viva
e che questa vita deve essere vissuta
per le prove che ci dona
adesso riposati
buona notte concettina

lo vedevo dal finestrino del treno
a volte spariva
ma dopo poco eccolo che riappariva
non sapevo dove guardare
perché a volte compariva in alto
a volte in basso
ma lui era sempre presente
si intrecciava coi fili
scansava i pali della ferrovia
accarezzava i rami degli alberi
si nascondeva dietro le case
ma lui era sempre presente
è stato un momento
un attimo
ed il pensiero come il volo dell’airone
spaventato dal rumore del treno
lo ha raggiunto
è dalla luna che ti ho visto
seduto su quella scomoda poltroncina del treno
con in mano due lacrime
che non sapevi dove nascondere
ed in quel momento ti ho amato
ti ho amato per la tua fragilità
ti ho amato per la tua insicurezza
ti ho amato per le tue paure
ti ho amato perché ti ho sempre amato
e ti amerò per sempre
quello spicchio di luna…