| BENE-DIRE |
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"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza". |
| da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni) |
non dimentichiamoli... non lasciamoli soli.... |

di Gitta Mallasz
Edizioni Mediterranee
ottobre 2007
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August Moon - Ottmar Liebert + luna negra |

tibet marzo 2007
soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
soldato
perché mi punti il fucile
non vedi i miei piedi scalzi
non vedi il mio capo rasato
non vedi la mia veste rossa
voglio solo poter pregare
soldato
perché mi punti il fucile
porto solo l’arma della preghiera
porto solo l’arma dell’amore
porto solo l’arma del mio cuore
soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
ascoltala
e abbracciami
senza paura
io ti amo
perché amo tutto ciò che è vita
soldato
perché mi punti il fucile
a te madre
a te madre mi rivolgo
a te madre chiedo perdono
ti chiedo perdono perché non c’ero
quando ti hanno tolto un pezzo del tuo cuore
quando ti hanno strappato parte del tuo ventre
non c’ero quando hai pianto
affidando le tue lacrime al vento
perché non avevi nessun marmo dove posarle
non c’ero quando hai partorito la tua rabbia
quando hai gridato l’ingiustizia al mondo
a te madre oggi mi rivolgo
e ti chiedo perdono
perdono per non aver ascoltato il tuo cuore
per aver vissuto nell’indifferenza il tuo dolore
a te madre mi rivolgo
alla tua forza nata dalla disperazione
alla tua forza che genera speranza
a te che oggi come ieri gridando
chiami tuo figlio
ed oggi come ieri ti senti rispondere
presente
presente
presente
Questa riflessione mi è nata dopo l’incontro con Tina. Una delle madri di plaza de mayo (Buenos Aires) che da più di trent’anni stanno lottando per ottenere giustizia. Dal 1974 al 1984 sono sparite più di 30.000 persone; ed i responsabili sono ancora in libertà.
piccola anima
non conosco il tuo nome
e non vedo il tuo volto
ma sento la tua assenza
piccolo bimbo
questo mondo ti ha accolto
per un solo mese
ed ora il tuo futuro
è finito
piccola anima
io ti bene-dico ti ringrazio
e ti affido all’energia dell’universo
piccola anima
hai scelto di vivere in palestina
e in palestina qualcuno ha deciso
che dovevi morire
piccola anima
che la tua energia ci aiuti
a sconfiggere questo odio
e ci restituisca l’amore
che abbiamo scordato
ti bene-dico e ti ringrazio
piccola anima
questa lacrima
sta scendendo per te
...pensieri nati dalla notizia che ho sentito questa mattina dell'uccisione da parte degli israeliani di un bambino di un mese... solo l'amore potrà sconfiggere l'odio
il tempo e la paura
…il tempo passato
insieme di momenti finiti
depositati nella memoria
non modificabili…
…il tempo futuro
insieme di momenti a venire
ignoti e non certi
da creare e programmabili…
…il qui e ora…
momento presente
attimo
istante unico di vita…
essenziale…
asse di separazione tra passato e futuro…
che non ha inizio e fine
perché è
…il qui e ora…
…passato e futuro
tempi finiti
delimitati
inizio e fine
insieme di attimi…
insieme di qui e ora…
passati o futuri
…la nostra mente
fatica a fermarsi sull’attimo
corre tra passato e futuro
spinta dalla paura
dalla paura di una certezza
la certezza della fine
della fine del tempo
la paura della morte…
la paura della morte
ci toglie il piacere di vivere presente
il qui ed ora
…e se fossimo immortali…
se non avessimo più la paura della morte
della fine certa…
la nostra anima è eterna…
immortale…
(questa riflessione mi è stata suggerita da Wolfghost nel post: “vivere qui ed ora” che sviluppa il tema in un modo molto interessante)
DOMENICA, 27 GENNAIO 2008
(ringrazio tutti coloro che con le loro parole dorate hanno riempito di ricchezza la mia riflessione…
sto partendo per la mia amata montagna… tornerò a fine settimana… volevo perciò aggiungere qualche altra parola alla mia riflessione… )
…troppa attenzione al corpo
allontana l’attenzione all’anima
…e l’anima non amata
lascia un corpo troppo amato
…amando solo l’anima
l’amore discende anche nel corpo
…amando solo il corpo
l’amore non sale all’anima
…avessimo amato sempre e solo l’anima
comunicheremmo col pensiero
senza bisogno di telefoni cellulari…
lo vedevo dal finestrino del treno
a volte spariva
ma dopo poco eccolo che riappariva
non sapevo dove guardare
perché a volte compariva in alto
a volte in basso
ma lui era sempre presente
si intrecciava coi fili
scansava i pali della ferrovia
accarezzava i rami degli alberi
si nascondeva dietro le case
ma lui era sempre presente
è stato un momento
un attimo
ed il pensiero come il volo dell’airone
spaventato dal rumore del treno
lo ha raggiunto
è dalla luna che ti ho visto
seduto su quella scomoda poltroncina del treno
con in mano due lacrime
che non sapevi dove nascondere
ed in quel momento ti ho amato
ti ho amato per la tua fragilità
ti ho amato per la tua insicurezza
ti ho amato per le tue paure
ti ho amato perché ti ho sempre amato
e ti amerò per sempre
quello spicchio di luna…
È da giorni che ci penso
Ma non ne ho il coraggio
Sono morte delle persone
Sull’altare del profitto
Sacrifici umani
Una mattina ti alzi
Saluti i tuoi cari ancora assonnati
E poi…
Poi non torni più
E lasci il vuoto
L’assenza
Il valore della vita che si perde
Il suono delle campane
Che richiama alla vita
Il tempo che cancella ogni traccia
Per far posto ad altre tracce
È difficile bene-dire
Ma è possibile
Per poter continuare
A sperare in una vita più vita
Riguardo all'anima e al corpo, figlio mio, ora dobbiamo dire in qual modo l'anima è immortale e di quale specie è quella forza attiva che determina il costituirsi e il dissolversi di un corpo. La morte infatti non riguarda alcuna di queste cose, ma è un concetto derivato dalla definizione di immortale, privo di reale fondamento, o perché, tolta la prima lettera, si è detto θάνατος (thanatos) invece di άθάνατος. La morte è distruzione, ma nell'universo niente viene distrutto. Infatti se il mondo è un secondo dio e un vivente immortale, non è possibile che qualche parte di quello perisca: tutti gli esseri, che sono al mondo, sono parti di esso, e soprattutto l'uomo che è l'essere vivente dotato di ragione.
da 'Corpo ermetico' VIII, 1 di Ermete Trismegisto (tre volte grande) - scritto probabilmente attorno al 1050 circa
tratto da: 'discorsi di Ermete Trismegisto' edizioni TEA
... la ciclicità della rinascita e della trasformazione mediante la morte... non quindi distruzione ma mutamento... evoluzione alchemica... anche nella vita di ogni giorno qualcosa muore e rinasce... si rigenera in noi... è necessaria la morte per avere la trasformazione... la crescita spirituale non è altro che trasformazione