...il sole nella foresta...

...i raggi del sole che filtrano tra le foglie ed illuminano il sottobosco...



BENE-DIRE

"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza".

da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni)


monaco birmano

non dimentichiamoli... non lasciamoli soli....



Chi sono

Utente: emmeegi
Nome: gino
Nella fotografia del profilo ho inserito per solidarietà alcuni monaci birmani che protestano contro il regime... spero che tutto ciò trovi al più presto una soluzione positiva... Ciao.......



... mi sento di segnalare un libro prezioso... Dialoghi con l'Angelo  2007111614364088

di Gitta Mallasz 

Edizioni Mediterranee

ottobre 2007



August Moon - Ottmar Liebert + luna negra



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sabato, 15 marzo 2008

tibet marzo 2007

 

monaci-rivolta

 tibet marzo 2007

 

soldato

perché mi punti il fucile

voglio solo poter pregare

per la tua anima

 

soldato

perché mi punti il fucile

non vedi i miei piedi scalzi

non vedi il mio capo rasato

non vedi la mia veste rossa

voglio solo poter pregare

 

soldato

perché mi punti il fucile

porto solo l’arma della preghiera

porto solo l’arma dell’amore

porto solo l’arma del mio cuore

 

soldato

perché mi punti il fucile

voglio solo poter pregare

per la tua anima

ascoltala

e abbracciami

senza paura

io ti amo

perché amo tutto ciò che è vita

 

soldato

perché mi punti il fucile

 

postato da: emmeegi alle ore 12:58 | link | commenti (45)
categorie: vita, tibet, morte, spiritualità, monaci tibetani
martedì, 11 marzo 2008

a te madre 

 

a te madre mi rivolgo

a te madre chiedo perdono

ti chiedo perdono perché non c’ero

quando ti hanno tolto un pezzo del tuo cuore

quando ti hanno strappato parte del tuo ventre

non c’ero quando hai pianto

affidando le tue lacrime al vento

perché non avevi nessun marmo dove posarle

non c’ero quando hai partorito la tua rabbia

quando hai gridato l’ingiustizia al mondo

a te madre oggi mi rivolgo

e ti chiedo perdono

perdono per non aver ascoltato il tuo cuore

per aver vissuto nell’indifferenza il tuo dolore

a te madre mi rivolgo

alla tua forza nata dalla disperazione

alla tua forza che genera speranza

a te che oggi come ieri gridando

chiami tuo figlio

ed oggi come ieri ti senti rispondere

presente

presente

presente

 

Questa riflessione mi è nata dopo l’incontro con Tina. Una delle madri di plaza de mayo (Buenos Aires) che da più di trent’anni stanno lottando per ottenere giustizia. Dal 1974 al 1984 sono sparite più di 30.000 persone; ed i responsabili sono ancora in libertà.

mercoledì, 05 marzo 2008

piccola   anima

 

non conosco il tuo nome

e non vedo il tuo volto

ma sento la tua assenza

piccolo bimbo

questo mondo ti ha accolto

per un solo mese

ed ora il tuo futuro

è finito

piccola anima

io ti bene-dico ti ringrazio

e ti affido all’energia dell’universo

piccola anima

hai scelto di vivere in palestina

e in palestina qualcuno ha deciso

che dovevi morire

piccola anima

che la tua energia ci aiuti

a sconfiggere questo odio

e ci restituisca l’amore

che abbiamo scordato

ti bene-dico e ti ringrazio

piccola anima

questa lacrima

sta scendendo per te

 

 

 

...pensieri nati dalla notizia che ho sentito questa mattina dell'uccisione da parte degli israeliani di un bambino di un mese... solo l'amore potrà sconfiggere l'odio 

postato da: emmeegi alle ore 08:07 | link | commenti (36)
categorie: palestina, amore, bambino, morte, spiritualità
venerdì, 25 gennaio 2008

riflessione

il tempo e la paura

 

…il tempo passato

insieme di momenti finiti

depositati nella memoria

non modificabili…

 

…il tempo futuro

insieme di momenti a venire

ignoti e non certi

da creare e programmabili…

 

…il qui e ora…

momento presente

attimo

istante unico di vita…

essenziale…

asse di separazione tra passato e futuro…

che non ha inizio e fine

perché  è

…il qui e ora…

 

…passato e futuro

tempi finiti

delimitati

inizio e fine

insieme di attimi…

insieme di qui e ora…

passati o futuri

 

…la nostra mente

fatica a fermarsi sull’attimo

corre tra passato e futuro

spinta dalla paura

dalla paura di una certezza

la certezza della fine

della  fine del tempo

 

la paura della morte…

 

la paura della morte

ci toglie il piacere di vivere presente

il qui ed ora

 

…e se fossimo immortali…

se non avessimo più la paura della morte

della fine certa…

 

la nostra anima è eterna…

immortale…

 

 

(questa riflessione mi è stata suggerita da Wolfghost nel post:  “vivere qui ed ora”  che sviluppa il tema in un modo molto interessante)

 

DOMENICA, 27 GENNAIO 2008

 

(ringrazio tutti coloro che con le loro parole dorate hanno riempito di ricchezza la mia riflessione…

sto partendo per la mia amata montagna… tornerò a fine settimana… volevo perciò aggiungere qualche altra parola alla mia riflessione… )

 

…troppa attenzione al corpo

allontana l’attenzione all’anima

 

…e l’anima non amata

lascia un corpo troppo amato

 

…amando solo l’anima

l’amore discende anche nel corpo

 

…amando solo il corpo

l’amore non sale all’anima

 

…avessimo amato sempre e solo l’anima

comunicheremmo col pensiero

senza  bisogno di telefoni cellulari…

 

postato da: emmeegi alle ore 09:07 | link | commenti (34)
categorie: amore, vita, filosofia, tempo, passato, futuro, morte, immortalità
venerdì, 14 dicembre 2007

quello spicchio di luna…

 

lo vedevo dal finestrino del treno

a volte spariva

ma dopo poco eccolo che riappariva

non sapevo dove guardare

perché a volte compariva in alto

a volte in basso

ma lui era sempre presente

 

si intrecciava coi fili

scansava i pali della ferrovia

accarezzava i rami degli alberi

si nascondeva dietro le case

ma lui era sempre presente

 

è stato un momento

un attimo

ed il pensiero come il volo dell’airone

spaventato dal rumore del treno

lo ha raggiunto

 

è dalla luna che ti ho visto

seduto su quella scomoda poltroncina del treno

con in mano due lacrime

che non sapevi dove nascondere

ed in quel momento ti ho amato

ti ho amato per la tua fragilità

ti ho amato per la tua insicurezza

ti ho amato per le tue paure

ti ho amato perché ti ho sempre amato

e ti amerò per sempre

 

quello spicchio di luna…

 

postato da: emmeegi alle ore 14:53 | link | commenti (15)
categorie: amore, vita, lacrime, amicizia, morte, spiritualità, sentimeti
lunedì, 10 dicembre 2007

sono morti...

È da giorni che ci penso

Ma non ne ho il coraggio

Sono morte delle persone

Sull’altare del profitto

Sacrifici umani

Una mattina ti alzi

Saluti i tuoi cari ancora assonnati

E poi…

Poi non torni più

E lasci il vuoto

L’assenza

Il valore della vita che si perde

Il suono delle campane

Che richiama alla vita

Il tempo che cancella ogni traccia

Per far posto ad altre tracce

È difficile bene-dire

Ma è possibile

Per poter continuare

A sperare in una vita più vita

postato da: emmeegi alle ore 09:11 | link | commenti (10)
categorie: amore, vita, morte, spiritualità, profitto
martedì, 04 dicembre 2007

Niente di ciò che esiste perisce, ma sbagliamo definendo i mutamenti come distruzione e morte

Riguardo all'anima e al corpo, figlio mio, ora dobbiamo dire in qual modo l'anima è immortale e di quale specie è quella forza attiva che determina il costituirsi e il dissolversi di un corpo. La morte infatti non riguarda alcuna di queste cose, ma è un concetto derivato dalla definizione di immortale, privo di reale fondamento, o perché, tolta la prima lettera, si è detto θάνατος (thanatos) invece di Î¬θάνατος. La morte è distruzione, ma nell'universo niente viene distrutto. Infatti se il mondo è un secondo dio e un vivente immortale, non è possibile che qualche parte di quello perisca: tutti gli esseri, che sono al mondo, sono parti di esso, e soprattutto l'uomo che è l'essere vivente dotato di ragione.  

da 'Corpo ermetico' VIII, 1 di Ermete Trismegisto (tre volte grande) - scritto probabilmente attorno al 1050 circa

tratto da: 'discorsi di Ermete Trismegisto' edizioni TEA   

 ... la ciclicità della rinascita e della trasformazione mediante la morte... non quindi distruzione ma mutamento... evoluzione alchemica... anche nella vita di ogni giorno qualcosa muore e rinasce... si rigenera in noi... è necessaria la morte per avere la trasformazione... la crescita spirituale non è altro che trasformazione    

postato da: emmeegi alle ore 08:35 | link | commenti (7)
categorie: filosofia, morte, spiritualitÃ