...il sole nella foresta...

...i raggi del sole che filtrano tra le foglie ed illuminano il sottobosco...



BENE-DIRE

"Ti benedico" è l’antico segreto che sospende l’esperienza del dolore quanto basta, per rimpiazzarla con un altro sentimento. Quando benediciamo le persone o le cose che ci hanno feriti, interrompiamo momentaneamente il ciclo del dolore. Non fa alcuna differenza che la sospensione duri un nanosecondo o una giornata intera. Qualunque ne sia la durata, l’atto di benedire ci spalanca una porta per cominciare a star meglio e voltare pagina. La chiave di tutto sta nel sollevarsi dal dolore per il tempo necessario a riempire il cuore e la mente con qualcos’altro. Quel qualcosa è il potere della "bellezza".

da 'la scienza perduta della preghiera' di gregg braden (macroedizioni)


monaco birmano

non dimentichiamoli... non lasciamoli soli....



Chi sono

Utente: emmeegi
Nome: gino
Nella fotografia del profilo ho inserito per solidarietà alcuni monaci birmani che protestano contro il regime... spero che tutto ciò trovi al più presto una soluzione positiva... Ciao.......



... mi sento di segnalare un libro prezioso... Dialoghi con l'Angelo  2007111614364088

di Gitta Mallasz 

Edizioni Mediterranee

ottobre 2007



August Moon - Ottmar Liebert + luna negra



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domenica, 04 maggio 2008

la piazza

la piazza

 

arrivo alle prime luci dell’alba

in questa stupenda piazza virtuale

cerco un angolo al primo sole

salgo sul mio sgabello

mi guardo un po’ intorno

sento il contatto con me stesso

dalla mie labbra volano le parole che mi

suggerisce il cuore

qualcuno si avvicina ad ascoltare

altri si uniscono al piccolo gruppo

mentre sento la mia voce lo sguardo

vaga tra la chiesa ed il palazzo

altri gruppi si formano e si sciolgono

altri cuori stanno donando energia

a questa piazza dove parole

che sanno di amore aleggiano nell’aria

pronte a ricadere verso chi lo chiede

 

questo è un giorno speciale per me

è il mio ultimo passaggio con questo sgabello

e lo vivo con amore

come ho vissuto tutti i giorni

in cui mi sono fermato

ho sentito parole e pensieri

che conservo sempre nel mio cuore

ringrazio per le emozioni

i sentimenti e le carezze che ho ricevuto

non è un addio

è un arrivederci perché ogni tanto passerò

per la piazza ad ascoltare altre parole

ad ammirare altre immagini

a sentire sempre lo stesso amore

 

ora ho finito

scendo dal mio sgabello

e vi abbraccio tutti

con tutto il mio amore

vi ringrazio

infinitamente per aver percorso

assieme a me una piccola parte

di questa mia vita

che si è arricchita

anche dell’energia

che mi avete regalato

postato da: emmeegi alle ore 19:33 | link | commenti (96)
categorie: amore, amicizia, virtuale, piazza, arrivederci, sentimeti
giovedì, 24 aprile 2008

ti chiedo perdono

ti chiedo perdono

 

ti chiedo perdono per tutte le volte che non te l’ho chiesto

ti chiedo perdono per non aver capito le parole del tuo cuore

ti chiedo perdono per le volte che non ti ho baciata

ti chiedo perdono per le volte che non ti ho accarezzata

 

ti chiedo perdono per le mie paure

ti chiedo perdono per i miei pianti

ti chiedo perdono per i miei silenzi

ti chiedo perdono per le mie chiusure

 

ti chiedo perdono per i sogni che non abbiamo sognato

ti chiedo perdono per i fiori che non abbiamo raccolto

ti chiedo perdono per l’erba che non abbiamo calpestato

ti chiedo perdono per i fiumi che non abbiamo attraversato

 

ti chiedo perdono per il sole che ti ho nascosto

ti chiedo perdono per le stelle che ho spento

ti chiedo perdono per le parole che non ti ho detto

ti chiedo perdono per i pensieri non pensati

 

ed ora ti chiedo perdono

per non aver compreso l’amore che mi hai donato

e ti chiedo perdono

per quelle volte che il mio cuore avrebbe voluto dirti ti amo

ma la mia voce è rimasta muta

 

adesso amore io ti dico ti amo  

postato da: emmeegi alle ore 18:20 | link | commenti (45)
categorie: amore, spiritualità, perdono, sentimeti
martedì, 11 marzo 2008

a te madre 

 

a te madre mi rivolgo

a te madre chiedo perdono

ti chiedo perdono perché non c’ero

quando ti hanno tolto un pezzo del tuo cuore

quando ti hanno strappato parte del tuo ventre

non c’ero quando hai pianto

affidando le tue lacrime al vento

perché non avevi nessun marmo dove posarle

non c’ero quando hai partorito la tua rabbia

quando hai gridato l’ingiustizia al mondo

a te madre oggi mi rivolgo

e ti chiedo perdono

perdono per non aver ascoltato il tuo cuore

per aver vissuto nell’indifferenza il tuo dolore

a te madre mi rivolgo

alla tua forza nata dalla disperazione

alla tua forza che genera speranza

a te che oggi come ieri gridando

chiami tuo figlio

ed oggi come ieri ti senti rispondere

presente

presente

presente

 

Questa riflessione mi è nata dopo l’incontro con Tina. Una delle madri di plaza de mayo (Buenos Aires) che da più di trent’anni stanno lottando per ottenere giustizia. Dal 1974 al 1984 sono sparite più di 30.000 persone; ed i responsabili sono ancora in libertà.

venerdì, 29 febbraio 2008

pejo

sbuca il sole dalla montagna di fronte

le cime innevate si tingono di rosa

salgo calpestando fango ghiacciato e brevi tracce di neve

illuminato dalla luce del giorno ecco il paese

rivolto alla valle come un direttore d’orchestra

serenità di case che sanno di antico

protetto dalla collina di san rocco

con il bosco di larici ora nudi

alle spalle le grandi vette coperte di bianco

un gruppo di cervi bruca la timida erba

nata nei prati precocemente spogli di neve

le sue tante fontane scandiscono il tempo

donne e uomini sentono il mattino nel cuore

avviano i pensieri verso il giorno appena nato

il sole ora lo avvolge interamente

scalda le sue pareti di pietra e di legno

dai tetti una leggera nebbiolina lo unisce al cielo

riprendo il cammino e mi addentro nel bosco

seguito dallo sguardo attento dei cervi nel prato

porto con me la dolce visione del paese illuminato

mi sento più sereno nell’animo nuovo che affronta il sentiero

pensieri che si rincorrono tra macchie di neve e terra in attesa

il paese è alle spalle e mi sento inseguito da voci lontane

che stanno chiedendo un po’ di attenzione

ora solo il suono di un torrente che scorre

il paese è rimasto immobile dopo il mio passo

adesso è nascosto dalla vicina montagna

ma so già che tra poco lo rivedrò più in basso

io sto salendo col mio fardello di dubbi pesanti

e mi aiuto col bastone del ricordo per sfuggire

ad un tempo bloccato come il paese ai piedi del monte

postato da: emmeegi alle ore 18:59 | link | commenti (28)
categorie: amore, montagna, paese, sentimeti, pejo
venerdì, 01 febbraio 2008

rosengarten

la sera sul catinaccio

il sole allunga le ombre

sul prato innevato

esce il capriolo dal bosco in cerca di cibo

dimentica la paura del giorno

 

la guerriera di odino

sta curando il roseto del re nano

appena uscito dalle sue caverne

nella roccia dove nasconde

il suo oro e i suoi segreti

 

le mani della valchiria ridanno vita

alle rose abbandonate

la più bella è al centro del giardino

 

re laurino impara l’amore

strappa il fiore prezioso per la figlia

di un re terreno e la rapisce

 

la valchiria diventa guerriero

e combatte contro il nano

per liberare la donna rubata

 

mondi diversi maschile e femminile si scontrano

ciechi abbagliati dal prezioso egoismo

delle loro apparenze

lontani dal sapore puro e genuino dell’amore

 

si perderanno tra il colore delle rose

lui per non lasciare la figlia del re

lei per salvare il suo amore tradito

 

il roseto sul monte

circondato da fili dorati

maledetto dal nano

sparisce il giorno e la notte

 

ma al tramonto è un fiorire di rose

dove le anime dei due non amanti

si incontrano e solo per un attimo

il colore della rosa del ricordo

li riporta a parole non dette

 

ma è per un attimo

perché la luna sta già stendendo

in suo pallido velo

sulla storia di un amore mai nato

perché mai rivelato

(la fotografia è di alessandra che col suo amore ha dato luce a questa immagine)

giovedì, 17 gennaio 2008

un altro giorno

 

sono solo i primi bagliori dell’alba

non sono fuochi notturni non spenti

e quel fumo che vedi all’orizzonte

è solo nebbia che si alza dai campi arati di fresco

non camminare nel fango dell’ultima pioggia

cerca il terreno più asciutto ai bordi del prato

quel rumore che senti lontano e che sembra vicino

è sempre il tuo cuore che vuole scappare ma non sa dove andare

non fermare il passo veloce che calpesta l’erba bagnata

non fermare il pensiero che corre ed insegue il cuore che fugge

non fermare il tuo amore selvaggio troppo grande per le gabbie che hai messo

sono solo i primi bagliori dell’alba

postato da: emmeegi alle ore 08:55 | link | commenti (45)
categorie: amore, cuore, vita, pensiero, alba, giorno, spiritualità, sentimeti
martedì, 01 gennaio 2008

primo gennaio

 

parole come  respiro

l’urgente bisogno di uscire

per non scoppiare

ma subito spariscono

nell’aria fredda di gennaio

senza nessun rumore

 

cammino veloce

per vicoli solitari

incontro pochi occhi assonnati

che feriscono il vuoto mattino

 

due mani si tengono strette

per portare a passeggio due corpi stanchi

stanchi di parole che vogliono fuggire

da bocche chiuse con  la colla della vita

 

accanto un cane

a chiedersi da quale parte sarà costretto

dal suo padrone con la testa che non ricorda

 

e si sente il canto di un verdone

a voce alta

risponde alle mie domande

ma io non capisco

o fingo di non capire

ma già sento la mia voce

e questo mi rassicura

tutto bene

abbiamo cominciato bene

la vita l’attimo è  la vita

e saluto il verdone

che se ne va

postato da: emmeegi alle ore 16:08 | link | commenti (20)
categorie: amore, amicizia, spiritualità, sentimeti